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Paolo Zamara

Capire i mercati e l’economia · Lezione 4 di 5

I cicli economici

8 minuti Livello base Quiz finale

Nella Bibbia il faraone sogna sette vacche grasse seguite da sette vacche magre, e Giuseppe interpreta il sogno come sette anni di abbondanza seguiti da sette di carestia. Più di tremila anni dopo, l’idea che l’economia alterni periodi buoni e periodi difficili è ancora valida. Quello che è cambiato è che oggi sappiamo misurarla meglio, anche se prevederla resta molto difficile.

Le quattro fasi del ciclo

L’economia non cresce in linea retta. Si muove per cicli, che di solito si descrivono in quattro fasi:

  • espansione: la produzione cresce, le imprese assumono, i redditi e i consumi aumentano, le aziende investono;
  • picco: la crescita raggiunge il massimo. Spesso è la fase in cui compaiono gli eccessi: prezzi in salita, debito in aumento, ottimismo diffuso;
  • contrazione: l’attività rallenta, gli ordini calano, le imprese tagliano investimenti e posti di lavoro. Quando il calo è marcato e prolungato si parla di recessione;
  • minimo e ripresa: l’economia tocca il fondo e riparte, spesso aiutata da tassi più bassi e da prezzi tornati più convenienti.

Una convenzione diffusa definisce «recessione tecnica» due trimestri consecutivi di calo del PIL, cioè del valore complessivo dei beni e servizi prodotti in un paese. È una regola pratica, non una legge: gli economisti guardano anche a occupazione, redditi e produzione.

I cicli non hanno una durata fissa. Alcune espansioni sono durate più di dieci anni, alcune recessioni pochi mesi. E ogni ciclo ha cause proprie: una crisi finanziaria, uno shock energetico, una pandemia.

Come si legge il ciclo

Gli economisti dividono gli indicatori in tre famiglie, a seconda di quando si muovono rispetto all’economia:

  • anticipatori, che tendono a cambiare direzione prima del ciclo: le indagini sulla fiducia di imprese e consumatori, gli ordini all’industria, i permessi di costruzione, l’andamento della borsa;
  • coincidenti, che descrivono il presente: la produzione industriale, le vendite, il PIL;
  • ritardati, che confermano il cambio di fase quando è già avvenuto: il tasso di disoccupazione, l’inflazione di fondo.

Nessun indicatore, da solo, è affidabile. Per questo nelle analisi si guarda a molti dati insieme, e ci si chiede soprattutto se stiano migliorando o peggiorando.

Il ruolo delle banche centrali

Come hai visto nella prima lezione del percorso, le banche centrali usano il tasso di riferimento per influenzare l’economia. In un certo senso cercano di smussare il ciclo:

  • quando l’economia corre e l’inflazione sale, alzano i tassi per raffreddare la domanda;
  • quando l’economia rallenta e i prezzi frenano, li abbassano per sostenere credito e investimenti.

Il compito si complica quando crescita debole e inflazione alta arrivano insieme: è la stagflazione, lo scenario in cui ogni scelta della banca centrale ha un costo, perché alzare i tassi frena ancora di più l’economia e abbassarli rischia di alimentare i prezzi.

Cicli e mercati

C’è un punto che sorprende molti: i mercati finanziari non seguono il ciclo economico, tendono ad anticiparlo. I prezzi di azioni e obbligazioni riflettono le aspettative degli investitori sul futuro. Può succedere che la borsa scenda mentre l’economia sembra ancora forte, o che risalga quando i giornali parlano ancora di recessione.

Per questo provare a entrare e uscire dai mercati seguendo il ciclo è molto difficile, anche per i professionisti: bisogna avere ragione due volte, quando si esce e quando si rientra. Più utile è sapere in quale fase ci troviamo per interpretare le notizie con calma, e costruire un portafoglio pensato per attraversare espansioni e contrazioni.

Il ciclo però non è l’unica forza che muove le economie. A volte il cambiamento arriva dall’esterno, all’improvviso: una guerra, una crisi diplomatica, una rotta commerciale chiusa. È il tema della prossima lezione, geopolitica e mercati.

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  1. 1.Qual è l’ordine corretto delle fasi di un ciclo economico?
  2. 2.Il tasso di disoccupazione è considerato un indicatore…
  3. 3.In una fase di forte espansione con inflazione in salita, che cosa fa di solito una banca centrale?
  4. 4.Perché le borse possono salire mentre l’economia è ancora in recessione?

La lezione è segnata come completata. Puoi ripetere il quiz quando vuoi.

Contenuto a scopo informativo ed educativo: non costituisce consulenza personalizzata né raccomandazione su strumenti finanziari. Note legali