A Mercati Chiusi · Numero 019
Inflazione e deficit: il denaro costa di più
Uscito il 17 ottobre 2026 4 min di lettura
I tre punti della settimana
- 1Inflazione americana al 3,7% a settembre, sopra le attese
- 2Deficit federale di quasi 2.000 miliardi, circa il 6% del PIL
- 3Il rendimento reale: il numero che conta davvero
La Lettera
Mentre scrivo questo numero, il petrolio sfiora i 100 dollari e l’inflazione americana è tornata a correre più del previsto. Eppure, a metà settimana, i rendimenti dei titoli di Stato sono scesi invece di salire. Succede spesso, ai mercati, di non comportarsi come ci aspetteremmo, e una settimana così è un buon momento per ricordarcelo. Vi racconto cosa è successo ai prezzi, perché il debito americano c’entra con il vostro portafoglio e perché un rendimento, da solo, dice meno di quanto sembra.
Mercati della Settimana
Wall Street ha chiuso in rosso, ma con due facce: l’S&P 500 ha perso circa il 2% mentre il Nasdaq ha lasciato sul terreno il 4,5%, la peggior settimana da giugno, trascinato da dubbi su come le aziende dell’intelligenza artificiale finanzieranno i loro enormi investimenti. Il Dow Jones, più “vecchia economia”, ha invece guadagnato circa lo 0,7%. In Europa il clima è stato più sereno: venerdì Piazza Affari ha chiuso in rialzo dello 0,9% a 49.857 punti, il che porta il FTSE MIB a un +0,2% circa sulla settimana, grazie alle banche e alla difesa. Sul fronte obbligazionario il Treasury decennale è sceso da circa 5,24% a 5,09%, nonostante i dati sui prezzi caldi. Il BTP decennale rende il 4,47% (4,55% una settimana fa) e lo spread con il Bund è sceso a 106 punti base, dai 109 di venerdì scorso. L’euro vale circa 1,125 dollari. Il petrolio è il vero protagonista: il WTI è salito di oltre il 5% avvicinandosi ai 100 dollari, il Brent resta sopra i 106. L’oro, invece, cede circa lo 0,5% attorno a 4.170 dollari.
| Strumento | Valore | Variazione settimanale |
|---|---|---|
| S&P 500 | — | -2% in ribasso |
| Nasdaq | — | -4,5% in ribasso |
| Dow Jones | — | +0,7% in rialzo |
| FTSE MIB | 49.857 | +0,2% in rialzo |
| Treasury 10 anni | 5,09% | -15 pb in ribasso |
| BTP 10 anni | 4,47% | -8 pb in ribasso |
| Spread BTP-Bund | 106 pb | -3 pb in ribasso |
| Euro/dollaro | 1,125 | — |
| Petrolio WTI | ≈100 $ | +5% in rialzo |
| Oro | ≈4.170 $ | -0,5% in ribasso |
Tema della Settimana
I fatti
Mercoledì è arrivato il dato sull’inflazione americana di settembre: +3,7% annuo, contro il 3,6% atteso, con i prezzi alla produzione in forte accelerazione. Nelle stesse ore il Tesoro USA ha certificato un deficit di quasi 2.000 miliardi di dollari per l’anno fiscale, circa il 6% del PIL. Il presidente della Fed, Kevin Warsh, non ha dato indicazioni sulla riunione del 27-28 ottobre.
Perché conta per la finanza
Inflazione alta e deficit alto sono una coppia scomoda: la prima impedisce alle banche centrali di allentare, il secondo obbliga lo Stato a emettere sempre più debito, che qualcuno deve comprare. Anche in Europa il quadro è simile, con l’inflazione dell’Eurozona al 3,8% a settembre e il mercato che scommette su un altro rialzo dei tassi BCE entro dicembre. Per l’Italia, intanto, la manovra inviata a Bruxelles prevede un deficit al 2,9% quest’anno e al 3,4% il prossimo.
La mia opinione
Non credo serva indovinare la prossima mossa della Fed. Serve invece accettare che, per un po’, il denaro costerà più di quanto siamo abituati a pensare. Chi ha un mutuo variabile o debiti d’impresa dovrebbe fare i conti ora, non quando la rata arriva. Chi ha liquidità può guardare i rendimenti attuali con più interesse, ma sempre confrontandoli con l’inflazione, come vediamo nel Concetto della Settimana.
Insight del Consulente
Qualche giorno fa un cliente, un imprenditore che stimo molto, mi ha mostrato con soddisfazione il suo deposito vincolato: “Il 3,5%, Paolo, senza rischi!”. Ho aspettato un momento prima di rispondere, perché quella soddisfazione era sincera e meritava rispetto. Poi gli ho chiesto quanto avesse pagato il suo ultimo pieno di gasolio rispetto a un anno fa, e quanto la bolletta dello stabilimento. Ha fatto due conti a mente e ha sorriso, un po’ amaro. Non gli ho detto che aveva sbagliato: il deposito ha un suo ruolo preciso. Gli ho solo suggerito di aggiungere una colonna alla sua tabella, quella di ciò che quei soldi comprano davvero. Da quella sera la guarda ogni volta che vede un tasso.
Concetto della Settimana
Scheda didattica
Il Rendimento Reale
Definizione
Il rendimento reale è il rendimento di un investimento al netto dell’inflazione. Si ottiene, in modo semplificato, sottraendo l’inflazione al rendimento nominale, cioè a quello scritto sul prospetto.
Perché è importante
Il numero che vediamo sui giornali è quasi sempre nominale. Ma ciò che interessa a chi risparmia è quanto potrà comprare domani con quei soldi: se i prezzi salgono più in fretta del vostro rendimento, il saldo cresce ma il potere d’acquisto cala.
Esempio numerico
Un BTP decennale rende oggi circa il 4,47% lordo. Con l’inflazione dell’Eurozona al 3,8%, il rendimento reale è circa 4,47% − 3,8% = +0,67%. Su 10.000 euro, in termini di potere d’acquisto, parliamo di circa 67 euro l’anno, prima delle tasse. Un deposito al 3,5% con la stessa inflazione ha un rendimento reale di −0,3%: dopo un anno, i 10.350 euro comprano un po’ meno dei 10.000 di partenza. Attenzione: l’inflazione che sentite voi dipende da cosa consumate, quindi il vostro calcolo personale può differire.
In una riga
Un tasso non è “alto” o “basso” in assoluto: lo è rispetto all’inflazione.
Take Away
Prezzi che salgono, debiti che crescono e un mercato che reagisce in modo imprevedibile: il filo di questo numero è che i numeri vanno sempre letti in rapporto a qualcos’altro.
Buona settimana, Paolo
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