«La borsa è un casinò». «La borsa sale sempre, nel lungo periodo». Sono due luoghi comuni opposti, ed entrambi imprecisi. Per capire davvero le azioni bisogna partire da una cosa semplice: che cosa compri, quando compri un’azione.
Diventare soci
Un’azione è una quota di proprietà di un’azienda. Chi la possiede diventa socio: partecipa ai risultati dell’impresa, nel bene e nel male. Se l’azienda cresce e genera utili, la quota tende a valere di più; se va male, il valore scende, e nei casi peggiori può azzerarsi.
È la grande differenza rispetto alle obbligazioni della lezione precedente: lì eri un creditore, con un rimborso promesso; qui sei un proprietario, senza alcuna promessa.
Da dove arriva il rendimento
Il rendimento di un’azione ha due fonti:
- i dividendi, la parte degli utili che l’azienda decide di distribuire ai soci (non è obbligata a farlo);
- la variazione del prezzo, cioè la differenza tra quanto paghi l’azione e quanto vale quando la vendi.
Nessuna delle due è garantita. Il prezzo riflette le aspettative degli investitori sugli utili futuri: per questo reagisce a notizie, tassi di interesse, umori del mercato.
Il tempo e la volatilità
Le azioni sono storicamente lo strumento che, su orizzonti lunghi, ha offerto i rendimenti più alti tra le grandi categorie di investimento. Ma il prezzo di questo potenziale è la volatilità: nella storia dei mercati ci sono stati cali anche del 30–50%, a volte in pochi mesi, che hanno richiesto anni per essere recuperati.
Per questo la quota di azioni adatta a una persona dipende dal suo orizzonte temporale e dalla sua capacità, economica ed emotiva, di sopportare i cali: temi che approfondiamo nei percorsi Investire con metodo e La mente dell’investitore.
Gli indici
Un indice di borsa, come il FTSE MIB in Italia o lo S&P 500 negli Stati Uniti, misura l’andamento di un insieme di azioni. La maggior parte degli indici è ponderata per capitalizzazione: le società più grandi pesano di più. Ne parliamo nella voce indice ponderato del glossario.
Questo ha una conseguenza importante: quando poche grandi società valgono una parte molto ampia dell’indice, si parla di concentrazione di mercato. L’indice può salire anche se la maggior parte delle azioni che lo compongono sta scendendo. Chi pensa di essere diversificato solo perché investe «nell’indice» farebbe bene a guardare quanto pesano i primi dieci titoli.
Con banche centrali, obbligazioni e azioni hai gli strumenti di base per leggere le notizie dei mercati. Nella prossima lezione allarghiamo lo sguardo dall’azienda all’intera economia: i cicli economici.
Autoverifica
Mettiti alla prova
4 domande · le risposte restano sul tuo dispositivo
Contenuto a scopo informativo ed educativo: non costituisce consulenza personalizzata né raccomandazione su strumenti finanziari. Note legali
