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Paolo Zamara

Proteggere ciò che conta · Lezione 3 di 4

I rischi dell’impresa

9 minuti Livello intermedio Quiz finale

Per chi ha un’impresa, soprattutto piccola o media, la linea tra azienda e famiglia è spesso sottile. Il reddito della famiglia viene dall’azienda, i risparmi sono stati reinvestiti nell’azienda, la casa magari è data in garanzia per i finanziamenti dell’azienda. È una forza, perché tiene unito il progetto; ma significa anche che un problema dell’impresa può diventare, in poco tempo, un problema di tutta la famiglia.

Le persone, prima di tutto

Nelle piccole e medie imprese competenze, relazioni con clienti e fornitori, conoscenza dei processi si concentrano spesso in poche persone: il fondatore, un socio, un tecnico esperto, un responsabile commerciale. Sono le persone chiave.

La loro assenza improvvisa, per malattia, infortunio o morte, può mettere in difficoltà l’intera attività: i clienti si allontanano, le banche rivedono gli affidamenti, i soci superstiti devono decidere in fretta. I rischi della persona visti nella prima lezione, nell’impresa, si moltiplicano.

Domande utili: chi sono le persone senza le quali l’azienda si fermerebbe? Che cosa succederebbe nei primi sei mesi senza di loro? Esistono accordi tra i soci per il caso in cui uno di loro venga a mancare?

I rischi dell’attività

Oltre alle persone, l’impresa è esposta a molti altri rischi:

  • danni ai beni: impianti, macchinari, magazzino, immobili. Negli ultimi anni la legge ha introdotto per le imprese l’obbligo di assicurarsi contro alcune catastrofi naturali, segno di quanto questi eventi siano diventati rilevanti;
  • interruzione dell’attività: spesso il danno più grave di un incendio o di un’alluvione non è il macchinario distrutto, ma i mesi di fermo, durante i quali i costi fissi continuano e i clienti si rivolgono altrove;
  • responsabilità verso terzi: danni causati a clienti, dipendenti o altre persone da prodotti, servizi o attività. Come per la famiglia, la responsabilità civile può comportare importi molto elevati;
  • crediti non pagati: il mancato pagamento di un cliente importante può mettere in crisi la liquidità, soprattutto se il fatturato è concentrato su pochi nomi. È un’altra forma di rischio di concentrazione;
  • rischi informatici: un attacco che blocca i sistemi o espone i dati può fermare l’attività e comportare responsabilità.

Separare per proteggere

Una parte importante della protezione dell’imprenditore riguarda la struttura del patrimonio:

  • la forma giuridica dell’impresa determina in che misura i debiti dell’azienda possono ricadere sul patrimonio personale;
  • le garanzie personali prestate per i finanziamenti possono annullare in parte questa separazione;
  • strumenti come la holding di famiglia possono avere un ruolo nell’organizzazione delle partecipazioni, con vantaggi e limiti che vanno valutati caso per caso. Ne abbiamo parlato nell’approfondimento La Holding di Famiglia.

Sono scelte tecniche, che richiedono il contributo di commercialista, avvocato e notaio. Ma l’imprenditore deve conoscerne almeno la logica, per porre le domande giuste.

La continuità

Infine, il rischio più prevedibile di tutti: il tempo. Ogni imprenditore, prima o poi, lascerà la guida dell’azienda. Pianificare per tempo chi e come proseguirà l’attività è una forma di protezione tanto quanto una copertura assicurativa. È uno dei temi del percorso Patrimonio e famiglia.

Nella prossima lezione, l’ultima del percorso, mettiamo insieme rischi della persona, del patrimonio e dell’impresa per capire come ragionare sulle coperture.

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Mettiti alla prova

4 domande · le risposte restano sul tuo dispositivo

  1. 1.Perché nelle piccole e medie imprese i rischi aziendali e quelli familiari sono spesso intrecciati?
  2. 2.Che cosa si intende per persona chiave?
  3. 3.Che cos’è il rischio di interruzione dell’attività?
  4. 4.Perché può essere utile separare il patrimonio personale da quello aziendale?

La lezione è segnata come completata. Puoi ripetere il quiz quando vuoi.

Contenuto a scopo informativo ed educativo: non costituisce consulenza personalizzata né raccomandazione su strumenti finanziari. Note legali