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Paolo Zamara

Previdenza e futuro · Lezione 2 di 3

La previdenza complementare

9 minuti Livello intermedio Quiz finale

Nella lezione precedente hai visto che, con il sistema contributivo, la pensione pubblica di molti lavoratori sarà una quota più bassa del reddito rispetto al passato. La domanda naturale è: come si colma la differenza? Lo strumento pensato dal legislatore per questo scopo ha un nome preciso: previdenza complementare.

Che cos’è

La previdenza complementare è un sistema di risparmio di lungo periodo, finalizzato a integrare la pensione pubblica. Funziona in modo diverso dal primo pilastro: qui c’è davvero una posizione individuale, in cui confluiscono i versamenti, che vengono investiti e si accumulano fino al pensionamento.

Le forme principali sono:

  • i fondi pensione negoziali, istituiti dai contratti collettivi per i lavoratori di un settore o di una categoria;
  • i fondi pensione aperti, a cui si può aderire individualmente o tramite accordi aziendali;
  • i piani individuali pensionistici, a cui si aderisce solo su base individuale.

Il settore è vigilato da un’autorità pubblica, la COVIP, che pubblica sul proprio sito confronti e informazioni utili, compresi gli indicatori dei costi di ciascuna forma.

Il TFR e il contributo del datore di lavoro

Per i lavoratori dipendenti c’è un elemento in più: il TFR, il trattamento di fine rapporto. Ogni anno una parte della retribuzione viene accantonata per essere pagata alla fine del rapporto di lavoro. Il lavoratore può scegliere di lasciarlo in azienda o di destinarlo alla previdenza complementare.

In molti casi, aderendo al fondo previsto dal proprio contratto e versando un contributo personale, si ha diritto anche a un contributo del datore di lavoro: una somma che si perde se non si aderisce. Vale la pena verificare che cosa prevede il proprio contratto.

I vantaggi fiscali

La previdenza complementare gode di un trattamento fiscale di favore, pensato per incoraggiare il risparmio di lungo periodo:

  • in fase di versamento: i contributi sono deducibili dal reddito entro un limite annuo fissato dalla legge, di poco superiore ai 5.000 euro. Chi ha un’aliquota marginale del 30%, ad esempio, versando 3.000 euro risparmia circa 900 euro di imposte;
  • durante l’accumulo: i rendimenti sono tassati con aliquote più basse di quelle ordinarie sugli investimenti finanziari;
  • alla prestazione: la parte tassabile sconta un’aliquota del 15%, che si riduce di 0,30 punti per ogni anno di partecipazione oltre il quindicesimo, fino a un minimo del 9%.

I vincoli e le scelte da fare

In cambio dei vantaggi, le somme sono vincolate: in linea generale si ricevono al pensionamento, in parte come capitale e in parte come rendita. Sono previste anticipazioni per esigenze specifiche, come spese sanitarie importanti o l’acquisto della prima casa, con limiti e tempi stabiliti dalla legge. È un risparmio da destinare davvero al lungo periodo, dopo aver costituito un fondo di emergenza.

Le scelte che pesano di più sul risultato sono tre:

  • il comparto: garantito, obbligazionario, bilanciato o azionario. Valgono i principi visti nel percorso Investire con metodo: con molti anni davanti si possono accettare più oscillazioni, avvicinandosi alla pensione conta di più la stabilità. Alcune forme prevedono percorsi che riducono il rischio automaticamente con l’età;
  • i costi: anche qui, su orizzonti di decenni, piccole differenze annue diventano grandi differenze finali;
  • la regolarità dei versamenti: anche importi contenuti, versati per molti anni, possono fare una differenza significativa.

Se vuoi vedere come cresce nel tempo un versamento periodico, puoi usare il calcolatore dell’interesse composto negli Strumenti.

Nella prossima lezione mettiamo insieme pensione pubblica, previdenza complementare e risparmi personali in un unico ragionamento: come pianificare il pensionamento.

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4 domande · le risposte restano sul tuo dispositivo

  1. 1.A che cosa serve, prima di tutto, la previdenza complementare?
  2. 2.Quale di questi è un vantaggio fiscale tipico della previdenza complementare in Italia?
  3. 3.Che cosa succede alla tassazione della prestazione finale con il passare degli anni di partecipazione?
  4. 4.Perché la scelta del comparto è importante?

La lezione è segnata come completata. Puoi ripetere il quiz quando vuoi.

Contenuto a scopo informativo ed educativo: non costituisce consulenza personalizzata né raccomandazione su strumenti finanziari. Note legali