Nell’Odissea, Ulisse vuole ascoltare il canto delle sirene, ma sa che nessuno vi resiste. Così si fa legare all’albero della nave e ordina ai compagni di non scioglierlo, qualunque cosa dica. Non si fida della propria volontà nel momento della tentazione: decide prima, a mente lucida, e si mette nella condizione di non poter sbagliare. È forse la migliore lezione di finanza comportamentale mai scritta.
La volontà non basta
Nelle lezioni precedenti hai incontrato i principali bias cognitivi che colpiscono chi investe: l’avversione alle perdite, l’effetto gregge, l’eccesso di fiducia e il bias di conferma. Conoscerli è utile, ma non basta: nei momenti di paura o di euforia il pensiero veloce prende il comando, e i buoni propositi spariscono.
La soluzione è quella di Ulisse: decidere prima, quando si è lucidi, e costruire regole che lavorino al nostro posto quando la lucidità manca.
Il piano scritto
La difesa più semplice ed efficace è un breve documento personale, una sorta di dichiarazione dei propri principi di investimento. Non deve essere lungo: basta una pagina che risponda a poche domande.
- Per che cosa sto investendo? Gli obiettivi, con le loro scadenze.
- Con quale orizzonte? Quando mi serviranno i soldi di ciascuna parte del patrimonio.
- Con quale ripartizione? L’asset allocation scelta e i limiti, ad esempio quanto può pesare al massimo un singolo investimento.
- Che cosa farò se i mercati scendono del 20% o del 30%? Scriverlo prima è molto più facile che deciderlo durante.
- Quando rivedrò il piano? Con una cadenza fissa, o in caso di cambiamenti nella mia vita, non in base alle notizie.
Gli automatismi
Alcune regole funzionano ancora meglio se diventano automatiche, perché tolgono del tutto la decisione dalle mani dell’emozione:
- versamenti periodici: investire una cifra fissa a intervalli regolari evita di dover scegliere il «momento giusto». Nei periodi di calo, la stessa cifra compra di più;
- ribilanciamento a scadenza fissa: una volta l’anno si riportano le proporzioni al piano, vendendo parte di ciò che è salito e comprando ciò che è sceso, senza doverlo decidere ogni volta;
- controlli diradati: stabilire in anticipo quando guardare il portafoglio, invece di farlo ogni volta che arriva una notizia.
I freni d’emergenza
Per le situazioni in cui la tentazione di agire diventa forte, servono due freni.
- La regola delle 48 ore. Prima di ogni decisione importante nata da una forte emozione, come vendere tutto durante un crollo o entrare in un investimento di cui «parlano tutti», si aspettano due giorni. Molte urgenze, dopo due giorni, non sembrano più tali.
- Una persona di fiducia. Spiegare a qualcuno la propria decisione, e ascoltare le sue domande, costringe a passare dal pensiero veloce a quello lento. È lo stesso principio dei compagni di Ulisse: qualcuno che ci ricordi che cosa avevamo deciso.
Il metodo prima delle emozioni
Nessuna regola rende infallibili, e nessuna elimina il rischio dei mercati. Ma un metodo chiaro riduce gli errori che dipendono da noi, che spesso sono i più costosi. In fondo è il filo che lega tutti i percorsi di questa sezione: capire prima di decidere.
Con questa lezione hai completato il percorso La mente dell’investitore. Per riflettere sul tuo modo di stare sui mercati, leggi anche l’approfondimento Sei un trader o un investitore?.
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