Con il tempo le componenti di un portafoglio crescono a velocità diverse, e le proporzioni iniziali cambiano da sole. Il ribilanciamento le riporta all’equilibrio scelto, a scadenze fisse o quando uno scostamento supera una certa soglia.
Perché è importante
Senza ribilanciamento il rischio del portafoglio cambia senza che nessuno lo abbia deciso: dopo un lungo rialzo azionario, per esempio, il portafoglio diventa più rischioso del previsto. È anche una regola di disciplina, che porta a vendere parte di ciò che è salito e comprare ciò che è sceso.
Un esempio
Un portafoglio nato con il 50% in azioni e il 50% in obbligazioni, dopo un anno di forte rialzo azionario, si ritrova con il 60% in azioni. Ribilanciare significa riportarlo al 50 e 50.
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