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Paolo Zamara

A Mercati Chiusi

Il punto settimanale su mercati, economia e geopolitica

3–7 agosto 2026

A Mercati Chiusi · Numero 009

Un dato sul lavoro debole, eppure i mercati festeggiano

Uscito il 8 agosto 2026 4 min di lettura

I tre punti della settimana

  1. 1L’economia americana perde 23.000 posti di lavoro a luglio
  2. 2La disoccupazione scende al 4,1%, ma per le ragioni sbagliate
  3. 3L’oro come bene rifugio
In questo numero
  1. La Lettera
  2. Mercati della Settimana
  3. Tema della Settimana
  4. Insight del Consulente
  5. Concetto della Settimana
  6. Take Away

La Lettera

Questa settimana i mercati hanno fatto qualcosa che a prima vista sembra un controsenso: hanno festeggiato un dato sul lavoro americano decisamente brutto. Venerdì gli Stati Uniti hanno scoperto di aver perso posti di lavoro a luglio invece di crearne, e Wall Street ha chiuso comunque una delle settimane migliori degli ultimi mesi. Nel mezzo, l’oro ha messo a segno il balzo settimanale più forte da tempo e lo spread BTP-Bund è tornato a stringersi. Vi porto dentro tutti e tre i fili, perché insieme raccontano qualcosa di utile su come ragiona oggi il mercato.

Mercati della Settimana

Wall Street chiude in netto rialzo: l’S&P 500 avanza del 3,6% a 7.758 punti, il Nasdaq fa ancora meglio con un +5,2% a 26.691 punti, spinto dalle trimestrali di Palantir e AMD e dall’entusiasmo sempre acceso attorno all’intelligenza artificiale. In Europa il tono è positivo ma più contenuto: il FTSE MIB sale del 3% circa a 53.717 punti, con Avio (+11%) e Banco BPM (+6,4%) tra i protagonisti e Stellantis tra i pochi in rosso (-5%); l’Eurostoxx 600 chiude a un nuovo massimo storico di 660 punti, quarta settimana consecutiva di record, trainato dalle trimestrali societarie. Sul fronte obbligazionario il BTP decennale scende verso il 3,92%, con lo spread contro Bund che si stringe a 76-77 punti base dagli 80-81 della settimana scorsa — un segnale di maggiore fiducia sui debiti periferici. Il Treasury USA a 10 anni scivola dal 4,75% al 4,65%, con il calo più marcato registrato proprio venerdì dopo il dato sul lavoro. L’euro guadagna terreno sul dollaro, a 1,156, sulla scia di un biglietto verde indebolito dalle stesse notizie. Il petrolio arretra: il Brent cede circa il 5% a 83,6 dollari, pur restando nervoso per le tensioni nello Stretto di Hormuz. E poi c’è l’oro, il vero protagonista della settimana: +7,1% a 4.400 dollari l’oncia, massimo da due mesi.

Tema della Settimana

I fatti

Venerdì i dati ufficiali hanno mostrato che l’economia americana ha perso 23.000 posti di lavoro a luglio, contro attese di un aumento di 80.000. Il tasso di disoccupazione è sceso al 4,1%, ma non per un buon motivo: riflette persone che escono dalla forza lavoro, non che ne trovano una. A complicare il quadro, anche i dati di maggio e giugno sono stati rivisti al ribasso per oltre 100.000 posti in meno rispetto a quanto comunicato inizialmente.

Perché conta per la finanza

Un mercato del lavoro più debole del previsto rafforza le attese che la Federal Reserve tagli i tassi nei prossimi mesi. Ed è esattamente quello che i mercati hanno prezzato: rendimenti in calo, oro in forte rialzo, dollaro più debole.

La mia opinione

Qui si vede bene il meccanismo delle “cattive notizie che diventano buone notizie” per i mercati azionari — un dato debole oggi alimenta la speranza di tassi più bassi domani, e i listini salgono lo stesso. È una dinamica reale, ma vale la pena non confonderla con solidità economica: sotto ai record di Wall Street e dell’Eurostoxx c’è un mercato del lavoro USA che sta effettivamente rallentando.

Insight del Consulente

Questa settimana un cliente mi ha scritto preoccupato dopo aver letto i titoli sul lavoro USA, chiedendomi se fosse il momento di “mettersi al sicuro” spostando tutto in liquidità. Gli ho fatto notare una cosa che vedo tornare spesso: il timore nasce quasi sempre dal titolo del giornale, non dal portafoglio effettivo. Quando siamo andati a guardare la sua allocazione, era già coerente con il suo orizzonte temporale e la sua tolleranza al rischio — costruita apposta per attraversare settimane come questa senza bisogno di decisioni last minute. La domanda giusta non è “cosa sta succedendo sui mercati”, ma “il mio piano ha già previsto che potesse succedere qualcosa del genere”.

Concetto della Settimana

Scheda didattica

L’Oro come Bene Rifugio

Definizione

L’oro è considerato da secoli un “bene rifugio”, cioè un asset che tende a mantenere o aumentare di valore proprio nei momenti di incertezza economica o geopolitica, quando altri investimenti diventano più rischiosi.

Perché è importante

A differenza di un’azione o di un’obbligazione, l’oro non genera utili né interessi — il suo valore dipende dalla domanda come riserva di valore. Per questo tende a muoversi in modo poco correlato con azionario e obbligazionario, ed è spesso usato in portafoglio non per generare rendimento, ma per ridurre l’oscillazione complessiva.

Esempio numerico

Questa settimana l’oro è salito del 7,1%, da 4.107 a 4.400 dollari l’oncia, spinto sia dalle attese di tagli dei tassi Fed sia dalle tensioni nello Stretto di Hormuz. Su un portafoglio di 100.000 euro con un 5% allocato in oro, quel movimento vale circa 350 euro di guadagno in una settimana in cui molte altre asset class hanno vissuto oscillazioni ben più nervose.

In una riga

L’oro non va scelto pensando a “quanto renderà”, ma a che ruolo di stabilizzatore può svolgere nel portafoglio nei momenti di incertezza.

Take Away

Tra un mercato del lavoro USA che si raffredda, un oro che corre e mercati azionari che continuano a salire nonostante tutto, il filo di questa settimana è uno solo: le notizie fanno rumore, i piani ben costruiti restano fermi.

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Buona settimana, Paolo

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