Vai al contenuto
Paolo Zamara

A Mercati Chiusi

Il punto settimanale su mercati, economia e geopolitica

10–15 agosto 2026

A Mercati Chiusi · Numero 010

Il rating degli Stati Uniti e il peso del deficit

Uscito il 15 agosto 2026 4 min di lettura

I tre punti della settimana

  1. 1Fitch conferma il rating AA+ degli Stati Uniti
  2. 2Il deficit americano è atteso al 7,4% del PIL nel 2026
  3. 3Il rating sovrano: che cosa misura e perché conta
In questo numero
  1. La Lettera
  2. Mercati della Settimana
  3. Tema della Settimana
  4. Insight del Consulente
  5. Concetto della Settimana
  6. Take Away

La Lettera

Vi scrivo nel cuore del Ferragosto, con l’ombrellone a portata di mano e il telefono che ogni tanto vibra lo stesso — succede anche a me. È stata una settimana apparentemente tranquilla sui listini, con Wall Street che ha messo a segno il terzo rialzo settimanale di fila, ma sotto la superficie si muovevano cose che vale la pena raccontare: un’agenzia di rating che promuove gli Stati Uniti ma li avverte sul debito, e una nave attaccata nello Stretto di Hormuz proprio venerdì. La calma apparente e le tensioni di fondo, ancora una volta, convivono.

Mercati della Settimana

Wall Street chiude con il segno più, anche se con toni diversi indice per indice: l’S&P 500 avanza dello 0,4% a 7.785 punti, terzo rialzo settimanale di fila, sostenuto da dati di inflazione più freddi del previsto; il Nasdaq guadagna un più modesto 0,1% a 26.729 punti; il Dow Jones invece arretra dello 0,6% a 53.732 punti. In Europa la settimana si chiude vicino alla parità: il FTSE MIB cede qualche decimale nell’ultima seduta pre-Ferragosto, mentre l’Eurostoxx 600 resta a un passo dai massimi storici toccati nelle settimane precedenti. Sul fronte obbligazionario lo spread BTP-Bund scende ulteriormente a 76,6 punti base, con il rendimento del BTP decennale al 3,91% — un’altra settimana di fiducia sul debito italiano. Diverso il discorso per i Treasury USA: il decennale sale fino al 4,71% per poi ripiegare al 4,68%, vicino ai massimi da sette mesi. L’euro guadagna terreno sul dollaro, a 1,158, mentre il petrolio resta sostenuto dalle tensioni in Medio Oriente: il Brent supera gli 89 dollari, il WTI viaggia intorno agli 83,7. L’oro tiene la posizione sopra i 4.380 dollari l’oncia, confermandosi la scelta di chi cerca protezione.

Tema della Settimana

I fatti

Mercoledì Fitch ha confermato il rating degli Stati Uniti ad AA+, con outlook stabile. Una buona notizia, in apparenza. Ma nelle motivazioni l’agenzia è stata chiara: il deficit pubblico americano viaggia in media al 7% del PIL dal 2022 e salirà al 7,4% nel 2026, il livello più alto tra tutti i paesi con rating “AA”. Il debito/PIL è atteso al 127%, più del doppio della mediana dei paesi con lo stesso rating.

Perché conta per la finanza

Non è un downgrade, ma è un avvertimento — e i mercati lo hanno letto: il rendimento del Treasury decennale è salito vicino ai massimi da sette mesi proprio in questi giorni, segno che gli investitori chiedono un compenso maggiore per finanziare un debito che cresce più della crescita economica.

La mia opinione

C’è una tensione di fondo che vale la pena notare. Il nuovo presidente della Fed, Kevin Warsh, insediato a maggio con il mandato implicito di abbassare i tassi, si muove in un contesto in cui i rendimenti a lungo termine restano alti proprio per ragioni fiscali, non monetarie. Tagliare i tassi a breve non risolve un deficit strutturale. Per chi investe in obbligazioni USA, è un promemoria che duration e diversificazione contano più delle previsioni sulla prossima mossa della Fed.

Insight del Consulente

C’è un fenomeno che si ripete puntuale ogni agosto: i titoli si leggono più distrattamente, sotto l’ombrellone, ed è proprio lì che colpiscono di più. Un avvertimento come quello di Fitch, letto in venti secondi tra un tuffo e l’altro, suona molto più allarmante di quanto sia in un’analisi con calma. Mi capita ogni anno di ricevere due o tre messaggi in questo periodo, tutti con la stessa struttura di fondo: una notizia isolata, letta fuori contesto, che genera il dubbio se sia il caso di cambiare qualcosa nel portafoglio. Nella grande maggioranza dei casi la risposta è no — non perché la notizia non conti, ma perché chi ha costruito un portafoglio diversificato lo ha già fatto sapendo che rischi come questo esistono e vanno gestiti nella struttura, non rincorsi titolo per titolo.

Concetto della Settimana

Scheda didattica

Il Rating Sovrano

Definizione

Il rating sovrano è il voto che agenzie come Fitch, Moody’s e S&P assegnano alla capacità di uno Stato di ripagare il proprio debito. Va dalla tripla A (massima affidabilità) fino ai livelli “spazzatura”, passando per gradazioni intermedie come l’AA+ appena confermato agli Stati Uniti.

Perché è importante

Un rating più basso, o anche solo un outlook negativo, spinge gli investitori a chiedere rendimenti più alti per prestare denaro a quello Stato. Rendimenti più alti sui titoli di nuova emissione significano, specularmente, prezzi più bassi per chi possiede già titoli simili in portafoglio.

Esempio numerico

Il rendimento del Treasury decennale USA è salito di circa 15-20 punti base nelle ultime due settimane, complice anche l’attenzione sul deficit pubblico. Su un fondo obbligazionario USA con duration media di 7 anni, un movimento di 20 punti base sui rendimenti si traduce, a parità di altre condizioni, in un impatto di circa -1,4% sul valore del fondo.

In una riga

Il rating non è un verdetto definitivo, è un termometro. Quello che protegge davvero un portafoglio obbligazionario da queste oscillazioni è la duration scelta in coerenza con il proprio orizzonte temporale, non il tentativo di indovinare la prossima mossa delle agenzie.

Take Away

Tra un rating confermato ma pieno di avvertimenti e uno Stretto di Hormuz che torna a far parlare di sé proprio a Ferragosto, il filo di questa settimana è la differenza tra rumore e struttura.

Buon Ferragosto e

.

Buona settimana, Paolo

Numeri sugli stessi temi