Vai al contenuto
Paolo Zamara

A Mercati Chiusi

Il punto settimanale su mercati, economia e geopolitica

20–25 luglio 2026

A Mercati Chiusi · Numero 007

Il petrolio oltre i 100 dollari, poi la frenata

Uscito il 25 luglio 2026 4 min di lettura

I tre punti della settimana

  1. 1Attacco Houthi a due petroliere saudite nello stretto di Bab el-Mandeb
  2. 2Il greggio supera i 100 dollari e poi ripiega in fretta
  3. 3Il bene rifugio: che cosa protegge davvero
In questo numero
  1. La Lettera
  2. Mercati della Settimana
  3. Tema della Settimana
  4. Insight del Consulente
  5. Concetto della Settimana
  6. Take Away

La Lettera

Questa settimana il petrolio ha superato i 100 dollari al barile per la prima volta in due mesi, e per due giorni ho ricevuto più messaggi di clienti preoccupati che in tutto il mese di giugno. Poi, giovedì, la stessa tensione che aveva spinto il greggio verso l’alto ha iniziato a sgonfiarsi altrettanto in fretta. Ve la racconto per intero, perché è un caso da manuale di come il rischio geopolitico entra ed esce dai portafogli — e di cosa, in momenti così, vale davvero la pena avere in tasca.

Mercati della Settimana

Wall Street chiude una settimana in ordine sparso: l’S&P 500 cede lo 0,6% (7.411,98 punti), il Nasdaq lascia sul terreno il 2,1% (24.975,82 punti), penalizzato dai timori sui capex delle Big Tech emersi con le trimestrali. In Europa il FTSE MIB tiene meglio del previsto (-0,15% settimanale) nonostante una seduta di giovedì molto pesante, poi recuperata venerdì (+0,95%, a 51.802 punti). Lo spread BTP-Bund resta stabile in area 82-85 punti base, BTP decennale al 3,99%. Il Treasury USA a 10 anni sale di 14 punti base, al 4,69%, riflesso dei timori inflattivi legati all’energia. L’euro perde terreno sul dollaro (-0,6%, a 1,137). Il vero protagonista resta il petrolio: il Brent ha sfiorato i 100 dollari per poi ripiegare a 98,4, chiudendo comunque la settimana a +12%; il WTI segue a ruota (+10%). L’oro si muove in parallelo, toccando giovedì un massimo a 4.152 dollari l’oncia prima di assestarsi a 4.071 (+1,3% nella settimana).

Tema della Settimana

I fatti

Nella notte tra domenica e lunedì le milizie Houthi, alleate dell’Iran, hanno rivendicato un attacco contro due petroliere saudite nello stretto di Bab el-Mandeb. La tensione si è propagata rapidamente, con l’Agenzia Internazionale dell’Energia che ha segnalato “crescenti preoccupazioni per la sicurezza degli approvvigionamenti”. Giovedì il clima è cambiato: notizie di una mediazione avviata da Pakistan e Cina tra Washington e Teheran hanno acceso le speranze di una soluzione diplomatica, e il petrolio ha iniziato a ritracciare.

Perché conta per la finanza

Un rialzo del petrolio del genere non è solo un problema per chi fa benzina — è un potenziale detonatore inflattivo che complica il lavoro delle banche centrali. Non a caso la BCE, riunitasi giovedì, ha confermato la pausa sui tassi (deposito al 2,25%) ma ha esplicitamente citato l’escalation in Medio Oriente come rischio al rialzo per l’inflazione da monitorare in vista di settembre.

La mia opinione

Episodi come questo si ripetono con una certa regolarità — un’impennata improvvisa, giorni di titoli allarmistici, poi un ritracciamento altrettanto rapido. Il rischio geopolitico è quasi impossibile da anticipare nei tempi e nell’intensità. Quello che si può fare è costruire un portafoglio che non dipenda dal previsto la settimana giusta.

Insight del Consulente

Questa settimana un cliente mi ha scritto lunedì sera chiedendomi se fosse il caso di “uscire da tutto finché non si calma la situazione”. Lo capisco: il petrolio sopra i 100 dollari fa notizia, e le notizie allarmanti spingono all’azione immediata. Gli ho fatto una domanda semplice: “Se venerdì il petrolio fosse tornato giù, quanto ti pentiresti di aver venduto lunedì?”. Ci ha pensato un attimo, e ha capito da solo la risposta — è successo esattamente questo. Le decisioni prese sull’onda dell’ansia da titolo di giornale sono quasi sempre le più costose nel tempo.

Concetto della Settimana

Scheda didattica

Il Bene Rifugio

Definizione

Un bene rifugio è un asset che tende a mantenere o aumentare di valore nei momenti di forte incertezza, quando la maggior parte degli altri investimenti scende. L’oro è l’esempio più classico, ma anche alcune valute (come il dollaro) o titoli di stato di paesi percepiti come solidi possono svolgere questo ruolo.

Perché è importante

Non serve a far crescere il portafoglio nei periodi normali — anzi, nel lungo periodo l’oro rende storicamente meno delle azioni. Serve a comportarsi in modo diverso proprio quando ne hai più bisogno, cioè quando tutto il resto scende insieme.

Esempio numerico

Questa settimana, mentre il Nasdaq perdeva il 2,1% sui timori congiunti di geopolitica e capex tecnologico, l’oro guadagnava temporaneamente oltre il 3% infragiornaliero (da 4.018 a 4.152 dollari), salvo poi ridimensionarsi con il rientro delle tensioni. Su un portafoglio da 50.000 euro con un 5% in oro (2.500 euro), quel movimento avrebbe generato circa 80 euro di guadagno nei giorni più tesi della settimana — una cifra piccola, ma di segno opposto rispetto al resto del portafoglio.

In una riga

Un bene rifugio non ti arricchisce, ti stabilizza. Il suo valore si misura in tranquillità nei momenti no, non in rendimento nei momenti sì.

Take Away

Il petrolio è tornato giù, i titoli dei giornali si sono già spostati altrove, e tra qualche settimana di questa escalation ricorderemo poco. Ma il modo in cui il tuo portafoglio ha reagito — o avrebbe reagito, se avessi seguito l’istinto — quello vale la pena analizzarlo con calma.

Buona settimana, Paolo

Numeri sugli stessi temi